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    San Nicola vuoto: la contestazione dei tifosi e il futuro dello stadio appeso al bando pubblico

    Gli spalti deserti raccontano la frattura tra la piazza e la società. E per l’”Astronave” di Renzo Piano i lavori veri restano legati a un bando che deve ancora aprirsi.

    Il San Nicola è sempre stato il termometro del rapporto tra Bari e la sua squadra. Oggi quel termometro segna freddo. Gli spalti sono vuoti, e non per caso: è la scelta di una tifoseria in aperta contestazione con la società, che ha deciso di far sentire il proprio dissenso nel modo più visibile e doloroso, restando fuori.

    Un silenzio che pesa

    Vedere l’”Astronave” disegnata da Renzo Piano per Italia ’90 semideserta fa effetto a chiunque conosca questa piazza. Bari ha riempito il suo stadio nei momenti belli e in quelli difficili, in Serie A come nelle categorie minori. Proprio per questo il vuoto di oggi non è disaffezione: è una protesta. I tifosi chiedono un progetto chiaro, ambizione e un orizzonte definito, e finché queste risposte non arriveranno il San Nicola resterà lo specchio di una frattura ancora aperta.

    Il nodo del bando pubblico

    C’è poi la partita che si gioca fuori dal campo, quella sul futuro dell’impianto. Il San Nicola è un bene pubblico, di proprietà del Comune, e un gigante di cemento armato che ha bisogno di interventi profondi. Gli interventi di manutenzione degli anni scorsi non bastano a cambiarne il destino.

    I lavori veri, quelli capaci di trasformare lo stadio in una struttura moderna e viva sette giorni su sette, con servizi, aree commerciali, hospitality e magari un museo della storia biancorossa, arriveranno solo se si aprirà un bando pubblico per la gestione e la riqualificazione dell’impianto. Un bando che dovrà attirare investimenti importanti e fissare regole chiare su chi gestisce lo stadio, per quanto tempo e con quali obblighi.

    Due partite legate tra loro

    Contestazione e futuro dello stadio sono due facce della stessa medaglia. Nessun progetto di riqualificazione avrà senso se il San Nicola continuerà a restare vuoto, e nessun tifoso tornerà sugli spalti solo perché arrivano nuove strutture. Serve prima ricostruire la fiducia, poi costruire lo stadio del futuro.

    Cosa chiede la città

    Bari chiede due cose: una società che dia risposte credibili ai propri tifosi e un’amministrazione che faccia partire, con tempi certi, il percorso del bando pubblico. Solo così il San Nicola potrà tornare a essere quello che è sempre stato, la casa di una delle piazze più calde d’Italia, e non un monumento silenzioso alla periferia della città.