Bari al bivio societario: la questione multiproprietà e gli scenari futuri

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In casa Bari il dibattito societario non smette di scaldare gli animi dei tifosi e degli addetti ai lavori. Al centro di ogni discussione rimane la norma sulle multiproprietà stabilita dalla FIGC, che impone un limite preciso alla compresenza della famiglia De Laurentiis ai vertici di due club professionistici. Una spada di Damocle regolamentare che condiziona, volente o nolente, ogni piano strategico a medio e lungo termine.

Stabilità contro ambizione

Da un lato, alla proprietà va riconosciuto il merito di aver garantito stabilità finanziaria, conti in ordine e una ripartenza solida dopo i traumi dei fallimenti del passato.

Dall’altro, una piazza appassionata ed esigente come Bari soffre la sensazione di un “tetto di cristallo”, alimentata dal timore di non poter competere ad armi pari o di vivere una transizione infinita.

Le voci di mercato

Le voci su possibili manifestazioni d’interesse o acquirenti, da fondi internazionali a cordate imprenditoriali, ciclicamente riempiono le pagine dei giornali e i forum dei tifosi.

Serve chiarezza

Al netto dei rumors, la necessità primaria resta la chiarezza: Bari merita un orizzonte ben definito, in cui ambizione sportiva e sostenibilità economica vadano di pari passo, aprendo la strada a un progetto capace di puntare senza riserve al vertice.